Larmes de cristal ~ Lacrime di Cristallo

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L'irlanda delle Fate
Arya`
view post Posted on 6/12/2006, 18:57Quote

Utente cancellato






Non c’è baia, bosco, fiume, collina d’Irlanda che non abbia una leggenda, una storia fantastica, una superstizione ad essa collegata;

ma quel che è incredibile è che tutto questo conviva col quotidiano senza frattura, senza impedire l’esercizio di una facoltá critica o, talvolta, di autoironia da parte di chi racconta.

E’ assai recente il racconto fatto in tutti i suoi termini oggettivi da un autista irlandese incredibilmente ciarliero, che nei pressi di Waterford, l’autostrada aveva dovuto seguire un percorso un pó anomalo per evitare un luogo delle fate.
Guai, infatti, a disturbare i percorsi “of the good people or gentry”, guai a costruire una casa vicino ad un “rath” o forte degli esseri fatati, non ne possono nascere che disgrazie e, il malcapitato che abbia avuto questa idea balzana, o abbia affrontato con leggerezza il problema dando poco credito agli avvertimenti dei vicini,
ben presto se ne pente.

Il “piccolo popolo” non lascia piú vivere il poveretto finch’egli non abbia deciso di spostare la propria dimora.
Talvolta le conseguenze sono piccoli tiri birboni, talaltro vere e proprie disgrazie.

Dice Yeats a proposito dell’atteggiamento irlandese di accettazione del meraviglioso come quotidiano: “Ci sono, naturalmente, i figli della luce che hanno distolto il volto da tutto cio’, sebbene persino un giornalista, se lo attirerai in un cimitero a mezzanotte credera’ nei fantasmi, poiche’ ciascuno e’ un visionario se lo si gratta abbastanza a fondo.Ma il celta è un visionario senza che tu lo gratti.” (1)

Chi sono gli Esseri Fatati? “Good People or Gentry?”

Sidheog é il gaelico per fairy che si semplifica in sidhe nei composti come daoine-sidhe o fairy people.

Secondo la tradizione popolare i daonie-sidhe sono: “angeli caduti”, non abastanza buoni per essere salvati né abbastanza cattivi da essere dannati.

Gli studiosi di tradizioni antiche li definiscono: “Gli dei dell’Irlanda pagana, i Thuatha De Danan, che non piú adorati e nutriti di offerte, declinarono nella fantasia popolare, ed ora sono alti poche spanne”.

E, a conferma di questo, affermano che i nomi dei principali esseri fatati sono i nomi degli antichi eroi Danan, dei luoghi in cui si riunivano e dei loro luoghi di sepoltura e che ad essi veniva anche attribuito il nome di slooa shee o marcra shee, schiera fatata o cavalcata fatata.

Il “piccolo popolo” ha forme e dimensioni diverse e sembra poter assumere tutti gli aspetti materiali che desidera.

La tradizione distingue le “fairy people” in trooping fairies e solitary fairies.
Le prime si manifestano in schiere, la loro occupazione principale è danzare, far feste, combattere, far l’amore e suonare la musica piú incantevole, hanno tre grandi celebrazioni durante l’anno: May Eve, Midsummer Eve, November Eve. Alla May Eve, che cade il 1° maggio e segna l’inizio dell’estate nel calendario celtico, combattono dappertutto alla conquista dei raccolti, perche’ le piu’ belle spighe di grano sono le loro.


Un motivo preminente nella tradizione irlandese è il rapporto tra Fate e esseri umani, scrive Richard Kieckhefer nel volume "La magia del Medioevo".

In un testo irlandese del XII secolo si racconta dell'avventura di un gruppo di cacciatori che un giorno si imbatte nella Collina delle Fate, dove trascorreranno la notte ospiti dei ventotto guerrieri e delle loro bellissime dame che abitano il luogo incantato.

Secondo una variante più antica, Conle il Rosso ode il richiamo ammaliatore di una Fata che lo invita a seguirla sulla Collina delle Fate, dove la vita è sempre una festa senza affanni né pensieri e la morte non esiste. Temendo un sortilegio malefico, Conle recita un incantesimo donatogli da un druido, con il quale riesce ad allontanare la Fata, ma questa, prima di andarsene gli lascia una mela che lo nutrirà per un intero mese. Allo scadere del tempo la Fata ritorna e tenta di nuovo di conquistare il cuore del cavaliere, lo esorta a diffidare dei poteri demoniaci dei druidi, profetizza la prossima conversione degli irlandesi per opera di San Patrizio e lo invita insistentemente a partire con lei, sulla sua barca di cristallo. Conle cederà infine alle lusinghe della Fata, se ne andrà con lei e non farà più ritorno tra i mortali.

Lady Wilde, nel suo libro "Antiche leggende d'Irlanda", afferma che le Fate irlandesi sono amanti appassionate della bella vita, della bellezza e di ogni genere di lusso, mentre detestano decisamente gli avari, i taccagni, i parsimoniosi e i risparmiatori incalliti; sono inoltre inorridite dalla mano serrata del tirchio, che raccoglie avidamente anche l'ultimo chicco, prosciuga il secchio del latte fino all'ultima goccia e non riserva nulla sulla sua tavola per gli spiriti che vagano nelle notti
 
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